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Scritto da Marianna Bandinu | Categoria: Bibbia  |  Pubblicato il 08/02/2024

Uno dei profeti più letti e commentati che ci guida nel tempo d’Avvento e nella Solennità del Santo Natale è senz’altro il profeta Isaia. Non c’è confessione cristiana che in questo tempo non ne legga alcuni passi, e le raffigurazioni iconografiche lo rappresentano quasi sempre con il rotolo con sopra inciso l’oracolo: «Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele» (Is 7,14). Alla luce di queste parole intrise di speranza, nell’attesa di un concepimento e di una nascita prodigiosi, ci soffermiamo su questa profezia: la profezia dell’Emmanuele, il Dio con noi. 

Scritto da Maria Bandinu | Categoria: Bibbia

Dopo aver mostrato una panoramica generale sul mondo profetico in Israele, ci imbattiamo ora nell’esperienza di vita di alcuni profeti iniziando dal profeta Osea. L’attività profetica di Osea si svolge nel VIII secolo a.C. negli ultimi anni del regno di Geroboamo II. La situazione religiosa vede il sincretismo con i culti cananei e il peccato d’idolatria. Ancor di più, l’accusa interessa il culto che si separa completamente dall’osservanza della Legge. Al contrario, YHWH vuole la relazione col popolo e chiede la conversione del cuore che si esplica nell’osservanza della giustizia secondo la Legge.

Scritto da Marianna Bandinu | Categoria: Bibbia

  Il fenomeno profetico è in rapporto alla natura dell’uomo religioso, poiché, colui che ha accolto  l’esistenza di un essere trascendente avverte necessariamente di entrare in contatto con lui e di ascoltare i suoi messaggi. Questo tipo di esperienza si verifica in tutti i popoli del Vicino Oriente antico, come attesta la Sacra Scrittura in Nm 22-24, dove è presente il ciclo di Balaam, profeta chiamato da Balak, re di Moab, per maledire il neonato popolo d’Israele, e in 1Re 18,16-40 dove troviamo i profeti di Baal e di Asera. Pertanto, anche il profetismo biblico si colloca in quella che potremmo chiamare la vita religiosa dei popoli antichi. Tuttavia, si ravvedono grandi differenze tra il profetismo in Israele e quello dei popoli circostanti. Mentre in questi ultimi la profezia è un fenomeno del tutto marginale che non assume rilevanza sociale e religiosa, in Israele questo fenomeno acquista un’importanza sociale e religiosa unica e senza paragoni. 

    Testo peculiare e di riferimento che distingue il fenomeno del profetismo biblico dagli altri lo troviamo nel cuore del Deuteronomio (Dt. 18,9-22), dove per bocca di Mosè è ricapitolata al popolo la Legge dell’Alleanza, attraverso figure di mediazione diverse dai popoli vicini, ma che devono essere alla stregua della figura di Mosè. Entrando nella pericope, possiamo delineare alcuni aspetti fondamentali del profetismo biblico. Esistono già nella terra di Canaan altre manifestazioni religiose chiamate «abomini» perché definite abominevoli (Dt. 18,9). Queste manifestazioni sono la divinizzazione, la magia, il sortilegio che caratterizzano i popoli pagani ma non Israele, seppur in esso siano presenti. Queste arti divinatorie non sono accettate dal Signore che chiede una relazione con altre modalità. L’insistenza dell’agiografo è sulla relazione «il Signore tuo Dio» (Dt. 18,12), poiché, tali arti sono causa di allontanamento dalla Terra Promessa (Dt 18,10-14) ma, siccome il dono della terra è segno della fedeltà del Signore per Israele, egli chiede la fedeltà del popolo. 

Editoriale

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