Scritto da P. Tommaso Pio Fatone | Categoria: A proposito di Noi | Pubblicato il 03/04/2025
Da alcuni giorni, dalle ore 21, si pregava nella parrocchia del Divin Salvatore in Zagarolo per il papa morente; così anche quel sabato sera del 2 aprile 2005. Terminata la recita del quarto mistero doloroso, mi avvicinai all’altare, perché di lì a poco avrei dato la benedizione col Santissimo, quando cominciò a squillare il telefono in sacrestia. Indugiai un po’, quindi mi decisi a rispondere. Dall’altro capo del telefono una catechista che mi avvisava che Giovanni Paolo II era appena spirato. Tornai quindi in presbiterio a dare la triste notizia, con l’emozione di stare vivendo quel momento così straordinario, ancorché doloroso, in preghiera con la parrocchia.
Mi sembrava dopotutto, quello, un dono celeste, un attestato di gradimento della carità della nostra preghiera. Riprendemmo quindi la recita del rosario con l’ultimo mistero doloroso, quello della morte di Gesù in croce, a cui facemmo seguire però il primo glorioso, sicuri che papa Wojtyla fosse già nella gloria. Dopo la benedizione la chiesa rimase aperta per molto tempo ancora, a causa dell’andirivieni di giovani, chiaramente attirati dalla gravità del momento. Il futuro santo, poi, era nato al Cielo proprio nei primi vespri della festa della Divina Misericordia, per la quale devozione si era tanto speso durante il suo pontificato.
Furono celebrati solenni e memorabili funerali, quindi fu aperto il conclave che avrebbe eletto il nuovo pontefice. C’era molta trepidazione. Da parte nostra si sperava che il nuovo papa fosse il card. Ratzinger, ma non avevamo tante speranze perché pensavamo fosse già troppo su con gli anni. Così come avevamo fatto per il papa morente, decidemmo di pregare ancora, naturalmente questa volta per aiutare i cardinali elettori nella scelta del futuro papa. La preghiera si sarebbe dovuta svolgere mattina e pomeriggio, dalle ore 17 fino alle 18, prima della santa Messa. Siccome la mattina del primo giorno, 18 aprile non si presentò quasi nessuno, il giorno seguente riducemmo la preghiera al solo pomeriggio. Era martedì 19. Alle ore 17 esponemmo puntualmente il Santissimo e poi iniziammo la recita del rosario. Giunti quasi alla fine della recita squillò anche allora il telefono, questa volta però per ricevere una lieta notizia, quella della fumata bianca!!! Cosa pensare!?! La stessa dinamica, la stessa commozione di vivere un altro momento eccezionale in preghiera con tutta la parrocchia, …! Dopo la Messa sentimmo per radio l’annuncio dalla loggia di san Pietro: era proprio il card. Ratzinger a essere stato eletto! Deo gratias! Il resto è storia!
SAN GIOVANNI PAOLO II, PREGA PER NOI!