Scritto da p. Tommaso Pio Fatone | Categoria: Formazione | Pubblicato il 15/04/2025
Siamo ormai alle soglie della Pasqua di Risurrezione, evento talmente decisivo per la nostra fede che, a quelli che mettevano in dubbio la possibilità di risorgere dai morti, San Paolo giustamente replicava che “se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1Cor 15,14).
Nella predicazione apostolica, infatti, il centro dell'annuncio cristiano del Vangelo consisteva nell’affermazione della morte e risurrezione di Gesù Cristo (kerigma). I vangeli stessi, inoltre, si sono formati proprio intorno al Passio – ossia della passione, morte e resurrezione di Cristo - racconto che è stato proclamato domenica scorsa, detta appunto delle Palme e della Passione del Signore, nella versione di Luca, e che viene riproposto il venerdì santo nella versione giovannea.
La centralità del Triduo Pasquale nell’anno liturgico è messa in evidenza dalle norme liturgiche, che così recitano:
Scritto da p. Eddie Boy Fuentes | Categoria: Formazione | Pubblicato il 27/02/2025
«E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce dal cielo che gli diceva: ‘Saulo, Saulo, perché mi perseguiti. Rispose: ’Chi sei, o Signore?’. E la voce: ‘Io sono Gesù che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare’. Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano lo condussero a Damasco…» . - 1
Questo evento di Damasco, come vedremo inseguito nella nostra riflessione, che si situa al centro come fondamento per la nuova vita di Paolo, è presentato e caratterizzato dai vari autori in diversi modi: conversione, vocazione, rivelazione, illuminazione, folgorazione.
È qui prendendo in considerazione alcuni testi del Nuovo Testamento, si constata che l’incontro e l’esperienza di Dio si inserisce sempre nella storia di una persona. La conversione di Saulo di Tarso, per esempio, non è partita dal nulla. L’urto del reale gli è venuto da una parola: «Perché mi perseguiti?» (At 9,4) - 2.
Scritto da Giovanni e Laura Lentini. | Categoria: Formazione | Pubblicato il 09/01/2025
Il fuoco ha un potere magnetico: lo guarderesti per ore. Sempre diverso e quindi bello in modo sorprendente. Ne subì il fascino Mosè, nel deserto. Che brutta fine aveva fatto: lui, il Principe dell’Egitto, ‘salvato dalle acque’, per adozione illustre era destinato a comandare il popolo più colto dell’antichità. Il suo sangue ebreo lo aveva portato, però, a compiere un gesto inconsulto contro un aguzzino egiziano e, così, era scappato, aveva rinunciato al suo lignaggio e, con esso, al suo futuro mirabile. Reietto, aveva sposato la figlia di un sacerdote/mandriano e aveva finito per fare il pastore alle dipendenze del suocero. Ci pensate? A pascolare pecore ai comandi del suocero! Ma Mosè aveva il bagaglio culturale più raffinato del tempo e l’indole del ricercatore: umiltà (l’aveva fatta grossa e lo sapeva), conoscenza (fisica e chimica al massimo livello), curiosità (la molla del sapere). E il disegno divino gli pone sotto gli occhi un’osservazione ‘casuale’: un fuoco che non consuma. La capacità di osservazione (ma guarda…) e lo spirito critico (non può essere, fammi andare a vedere) e da lì la salvezza del suo popolo e nostra.
A parte il fascino, uno dei principali scopi del fuoco è illuminare (Martina, 21 anni, studente universitaria in CTF): “illuminare la notte, il buio. In modo pratico e simbolico (alla ‘notte dell’anima’ si contrappone la luce della conoscenza e della presenza divina).
Scritto da p. Eddie M. Fuentes | Categoria: Formazione | Pubblicato il 12/11/2024
Crediamo che non ci può essere vero incontro relazionale e personale che apra ad una comunione con il Tu relazionale della Parola di Dio, che non nasca, cresca e si consolidi nel silenzio, e nell’essere silenzio profondo.
Ogni incontro relazionale profondo e personale, che costituisce l’essenza della preghiera, nasce dalla capacità dell’uomo, maschio e femmina, creato ad immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1,26-28), di diventare ed essere silenzio ed ascolto discernente il passaggio di Dio, Amore Amante Amato. Lo vediamo in Gesù che nel vangelo di Marco 1, 35 dice : “ Al mattino si alzo’ quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritiro’ in un luogo deserto e la’ pregava”. Come celebriamo il terzo anniversario della morte del nostro fondatore Don Domenico Labellarte, da ricordare anche l’abitudine da lui come si alzava presto a pregare e leggere le notizie della Chiesa.
Ogni momento di incontro con il Signore e la Sua Parola relazionale e feconda è un tempo forte, un periodo che deve creare in ogni esperienza credente, e farle vivere, una sempre più profonda e matura conoscenza della Persona di Gesù.